Pesca a strascico
La definizione che è nel titolo del post l'ho trovata in un bellissimo messaggio di Paolo Pobbiati, presidente di Amnesty italiana. Si riferisce alla "lotta al terrorismo" per la quale molte persone sono finite a Guantanamo o in luoghi simili senza sapere l'accusa e senza prove o difesa. Incatenate, in tuta arancione, deprivate sensorialmente, umiliate e torturate. Per poi essere a volte scarcerate perché del tutto estranee e lontane dalle accuse che le avevano portate in prigione. Mi piace questa definizione. Rende bene l'idea.
Auguri Abdelmoumen!
Il 3 novembre per anni è stato il giorno in cui nella cella di Abdelmoumen, il prigioniero adottato da Amnesty e affidato al gruppo Amnesty di Torino, volevo - e agivo di conseguenza insieme agli altri del mio gruppo- arrivasse un mare di biglietti augurali di buon compleanno. Perché non si sentisse solo. Perché le autorità e i secondini della prigione non lo pensassero solo...
Spero che oggi, libero ormai da anni, il suo compleanno sia felice. Auguri Abdelmoumen.
Sono pazza, dottore?
Ci sono momenti in cui lampeggia nella mia memoria un brano letto anni fa in un testo di una psicologa junghiana. Al tempo del nazismo venivano a trovarla pazienti preoccupati di non essere normali perché non si ritrovavano nella società del III Reich.
Anche un vecchissimo film di fantascienza visto come opera museale mi torna alla memoria di questi tempi. I protagonisti portavano una specie di buffa tunica-gonnellino che mi ricordava una toga corta troppo inamidata. Il titolo del film era se non ricordo male: "Nel 2000 guerra o pace?".
Scherzi della memoria...



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